Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘tiepidezza’

26. domenica “per Annum” – B

“Questa è la nostra fede, questa è la fede della Chiesa, e noi ci gloriamo di professarla in Gesù Cristo nostro Signore”. Vedete, “gloriarsi” della fede non è sempre semplice. Quando io ero ragazzo, c’era un sacco di gente che ostentava professioni di ateismo. A quei tempi, in certi ambenti soprattutto (scuola, fabbrica… bar) dichiararsi cristiani era pericoloso.

Oggi le cose – almeno qui da noi – sono cambiate. E’ un bene? Certo, si potrebbe dire di sì. I cristiani non sono più discriminati, i piccoli non devono subire lo “scandalo” che abbiamo subito noi.

Sapete cos’è lo scandalo? È un’insidia posta sulla strada di chi cammina, per farlo cadere. Mi ricordo che frequentavo le scuole elementari ed uscivo di casa con mia madre, che insegnava all’Istituto Magistrale il cui edificio era accanto alla mia scuola. Mia madre entrava mezz’ora prima di me, e quindi mi toccava restare a scuola sua per aspettare l’orario della mia. Mi mettevo in un angolo e leggevo. Mi si avvicinò un professore d’italiano, col suo “Paese Sera” sotto il braccio, e mi chiese:

– “Che leggi?”

– “Il Sussidiario; studio la lezione di religione”.

– “Religione?! Vi insegnano queste stupidaggini? Queste sono solo menzogne inventate dai preti per dominare sulle masse!

Chissà che fine ha fatto quel professore. Prego per lui, perché le parole del Signore sono molto pesanti: Chi scandalizzerà uno solo di questi piccoli che credono in me, è molto meglio per lui che gli venga messa al collo una macina da mulino e venga gettato in mare.

Si potrebbe pensare che la situazione oggi sia migliorata, ma è un’illusione. Il demonio non perseguita più, non fa più martiri: accarezza e corrompe. Ti fa credere che il tuo cristianesimo è solo un’etichetta. Una religione all’acqua di rose. Lo scandalo oggi non dipende dai professori che leggono “Paese Sera” o i suoi equivalenti contemporanei.

Dipende dal comportamento immorale di certi sacerdoti, dipende dalla corruzione di certi cristiani, dalla doppia e tripla vita di certi religiosi…

Per fortuna la parola del vangelo ci viene incontro. Davanti a Cristo bisogna fare una scelta che impegna tutta la vita. E non sono possibili gradazioni: Sì o No.

Chi non è contro di noi è per noi – e in un altro passo: “Chi non è con me è contro di me”. Si decide. E il Signore rispetta ogni decisione, ma non il compromesso: dice Gesù nell’apocalisse: “Magari tu fossi caldo o freddo. Ma poiché tu sei tiepido, cioè non sei né caldo né freddo, sto per vomitarti dalla mia bocca”.

Perché è così importante scegliere da che parte stare? Perché il giudizio di Dio è alle porte. E non sto parlando della fine del mondo: quando uno è morto, il mondo è finito per lui. E si muore ogni giorno. Ieri è toccato a loro, oggi può toccare a me: siamo pronti? Abbiamo deciso da che parte stare? Ci comportiamo di conseguenza? Essere pronti, entrare nella vita, è l’unica cosa che conta.

Sicuramente, in teoria, noi abbiamo scelto Cristo: siamo battezzati, molti anche cresimati, siamo a messa, fra poco faremo la nostra “gloriosa” professione di fede… Però siamo anche attaccati al nostro peccato, che magari è la superbia, o l’avidità di denaro, o l’impurità, o quella pigrizia pestifera che si chiama accidia, e che consiste nel trascurare la vita spirituale, la preghiera, la pratica dei sacramenti (confessione, comunione)… Magari siamo attaccati a questi nostri peccati e non vogliamo separarce­ne. Sappiamo che sono ostacolo, sono “di scandalo” per noi stessi, ci fanno cadere… eppure li tolleriamo.

Ma se tu avessi una cancrena ad un piede e dovessi scegliere: amputare il piede o morire; cosa sceglieresti? Certo l’amputa­zione è meglio della morte, anche se costa dolore. Gesù ci dice proprio questo nel vangelo di oggi: meglio per te entrare nella vita monco, zoppo o guercio, che essere gettato tutt’intero nel fuoco dell’inferno. Meglio amputare la parte malata. Meglio sacrificare il proprio orgoglio, l’avarizia, la ricerca del piacere egoistico, la pigrizia e la trascuratezza… Ed avere in cambio la vita!

Ma questa idea del sacrificio non deve sviarci, e farci credere che il cristianesimo sia dolore e sofferenza: tutt’altro! La vera sofferenza è il peccato: superbia, avarizia, dissolutezza, lontananza da Dio… ci intristi­scono, ci fanno disperare, ci rendono schiavi. Non a caso Gesù chiama l’inferno “la Geenna”, che era l’immondezzaio dove si bruciavano i rifiuti: dobbiamo privarci di qualcosa per andare dietro a Gesù? Sì, dell’immondizia che ci portiamo dentro. Cosa avremo in cambio: la gioia di Cristo, che comincia fin da ora, e dura nell’eternità.

Read Full Post »

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: