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Tentazioni

La liturgia di oggi ci presenta Gesù che “pieno di Spirito Santo” viene condotto dallo stesso Spirito nel deserto.
Il deserto riduce l’uomo all’essenziale, lo spoglia delle complicazioni, del superfluo, delle vanità e lo proietta verso alcune poche cose fondamentali (acqua, cibo, strada giusta, riparo dal sole).
Così la Quaresima ci vuole riportare alla sostanza dell’esistenza cristiana. Cioè a Dio. Alla fede in Dio solo.
Le tentazioni che Gesù subisce nel deserto sono un grande richiamo alla fede in Dio: “Fede” non significa semplicemente sapere che un Dio c’è.
Se siamo qui, in Chiesa, è perché sappiamo che Dio esiste. Anche il demoni sanno che Dio esiste, e tremano! Ma quanto conta la presenza di Dio nella nostra vita? In che cosa si differenzia il nostro modo di vivere da quello di chi non ha fede? Solo nel fatto che qualche volta andiamo a messa?
Vogliamo spere se abbiamo realmente fede o no? Chiediamoci come reagiamo davanti alle tentazioni che Gesù ha subito. Esse consistono nel prendere le distanze rispetto a Dio.
1. Anzitutto la tentazione del pane: privilegiare i propri bisogni e interessi (la propria fame) e allontanarsi dall’ascolto della Parola di Dio. Se il pane avesse avuto la precedenza rispetto al suo rapporto con il Padre, Gesù sarebbe stato sicuramente un Messia acclamato; ma falso!
2. Poi la tentazione della scorciatoia verso il potere e la gloria: ti darò tutti i regni se mi adorerai. A Gesù sarà dato ogni potere in cielo e in terra; egli sarà glorificato da Padre stesso; per la via lunga dell’obbedienza, dell’umiliazione, della croce e della morte, giungerà alla risurrezione. Il diavolo propone un’alleanza pervertita: rinnegare Dio, adorare satana in cambio di una via più comoda; ma fallace!
3. Infine la tentazione più sottile e terribile: quella di servirsi del potere di Dio nel proprio interesse, per aver successo, per sbalordire il pubblico, per conquistare i fans, per costruirti un’immagine potente, per accaparrarti i benefattori, per fare carriera…
La risposta di Gesù è nella fede totale in Dio, nell’abbandono alla sua volontà:
1. La tentazione del pane: “non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio”. La stessa fame è vinta dalla fiducia in Dio che può dare un cibo che non perisce. Anche ciò che c’è di più essenziale per la vita terrena deve essere subordinato alla vita piena. Gesù moltiplicherà i pani (e anche i pesci), ma per mostrare il Pane di vita. Suo cibo – dirà – è fare la volontà del Padre suo.
2. La tentazione del potere e del denaro viene smascherata come idolatria. Chi ricerca il potere e la ricchezza, anche se non lo sa, anche se dice di credere in Dio, è un adoratore del diavolo. L’umiltà e la povertà di Cristo sono lo stile di Dio e quindi del Cristiano.
3. La tentazione del successo è vinta dall’umiltà che si fida del piano e dei tempi di Dio, di chi depone le sue vesti, si cinge di un asciugatoio e lava i piedi dei suoi amici; di colui che sta in mezzo agli altri come colui che serve.
Ma questa vittoria, Cristo non la consegue per sé (che bisogno ne aveva?), ma per noi.
Innanzitutto per farci capire che, se èstato tentato Lui, saremo tentati anche noi. E che la nostra vita è una continua lotta contro il maligno. Ma soprattutto per insegnarci che, se restiamo uniti a Lui, avremo la salvezza: è questa la fiducia che dobbiamo coltivare.
San Paolo ci ha detto che “Chi invocherà il nome del Signore sarà salvo”.
Il Sal 90 ci ha ricordato una realtà di fatto: noi abitiamo al riparo dell’Altissimo, dimoriamo alla sua ombra; e quindi ci ha invitati ad invocarlo, a confidare in lui.
Il Dt ci ha fatto ascoltare la prima “professione di fede”, il primo “credo” del popolo d’Israele: siamo figli di nomadi, che hanno abitato in Egitto come forestieri, come schiavi che hanno gridato a Dio. E Dio “nell’ora della prova” ci ha ascoltati, liberati, guidati, introdotti in una terra in cui scorre latte e miele.
In questa prima settimana di Quaresima portiamo nel cuore questa parola che abbiamo udito da Paolo: “Chiunque crede in Dio non sarà deluso”, e affrontiamo con Cristo il cammino del deserto, lasciamoci purificare dall’idolatria del ventre, del potere, del successo. Mettiamo la nostra fiducia solo in Dio e saremo salvati.

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